Morte?

E stasera, pur non avendo nessuna annotazione particolare, vi propongo questa stupenda immagine trovata casualmente su internet. Ciò che adoro della foto è la posa dei due protagonisti. Anzi, è l’ambiguità dell’immagine stessa. Convenzionalmente tendiamo a vedere il Tristo Mietitore che toglie il soffio vitale all’uomo. La Morte che priva la vita, assorbendo il respiro.
Ma…… Ne siamo proprio sicuri? Non potrebbe essere l’opposto?
A voi il beneficio del dubbio.
Buona serata, MesserErrante.

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Ispirazione musicale. (Forse.)

Domenica, giorno del riposo. Giorno in cui il vicino taglia l’erba del praticello davanti a casa, giorno in cui non c’è il traffico quotidiano per le vie del quartiere, giorno in cui, nonostante i ritmi frenetici della vita, riesco a ritagliarmi qualche ora di tranquillità.
“Cosa fa MesserErrante quando non nuota?” No, non mangia i Pavesini come le grandi nuotatrici italiane. MesserErrante ascolta musica.
La musica rilassa, scarica la tensione, e dà energia al tempo stesso. Tuttavia molto spesso mi capita, magari mentre ascolto la musica rimirando il Monviso in lontananza, di cercare nei testi delle canzoni risposte alle domande che mi pongo ogni tanto.
Alle volte mi chiedo se davvero ci sia “qualcuno che può rompere il muro del suono”. Qualcuno al mondo, qualche essere innovativo e stravagante, che sia in grado di cambiare le regole. Di inculcare a tutti noi la voglia di fare qualcosa in più, di non accontentarci. Qualcuno che ci porti ad una “Paradise City where the grass is green and the girls are pretty”. Che ci doni serenità e collaborazione.
Caro messere, stai forse sognando? Non esiste persona così! E se esistesse, certamente verrebbe sbranata dalla società. Perciò bisogna agire tutti. Nel piccolo, ma ognuno dovrebbe dare il proprio contributo.
Anche perchè “all in all you are just another brick in the wall”.
Speriamo solo che da questi muri nascano città.
Molto probabilmente sono matto,
Tuttavia auguro a voi una buona serata.
MesserErrante.

Venerdì all’inglese.

Approfitto della giornata di venerdì 17, data che stranamente mi mette poca soggezione, tanto temuta dai superstiziosi D.O.C.,per parlare invece dell’origine del termine della parola venerdì.
Come già ognuno di voi saprà, in italiano i giorni della settimana derivano dai nomi dei pianeti, e di conseguenza gran parte dei nomi deriva da divinità romane. Ma finché si resta in confini italiani, nessun problema. Molto più curiosa e divertente è l’origine dei nomi dei giorni in inglese!
E a questo punto risaliamo allo storia Anglo-Sassone, che aveva una religione molto molto simile a quella tipica norrena dell’epoca. La parola Friday deriva dal nome della dea Frigg, “signora del cielo e signora degli dei”!
Era la sposa di Odino, simbolo chiave delle mitologie nordiche.
E vogliamo non dedicare un giorno alla settimana anche a Odino? Si offenderebbe poi! Così gli è capitato il mercoledì: Wednesday infatti deriva da Woden, nome inglese della divinità.
Non c’è due senza tre! Infatti anche il figlioletto Thor, ha un giorno tutto suo! Thursday, il giovedì, è dedicato a lui.
Tuesday arriva invece da una divinità nordica minore, Tiw.
Insomma, con queste parole che voglio fare? Invitarvi a ripassare l’inglese o iniziare a seguire le leggende del famoso eroe della Marvel?
Nulla di tutto ciò, solo una piccola curiosità offerta dal vostro curioso MesserErrante.

Civiltà della Vergogna.

Non so se capiti anche a voi, ma certe volte mi sembra proprio che la gente goda nel mostrare i propri beni agli altri, vantandosi a più non posso di ciò che si ha e di ciò che si possiede. Anzi, non è che sembra! Nella maggior parte dei casi è proprio così!
Il ragazzino che mostra con faccia soddisfatta il suo nuovo melafonino cupertiniano, il sessantenne che gira a poche decine di metri dalla costa con il barcone di lusso, il figlio di papà che viaggia col “Ferrarino” in bella vista……
Tutta gente affetta dalla “sindrome” della civiltà della vergogna. Il concetto di fondo su cui si basano le loro “abili” menti è molto semplice e, se vogliamo, antico.
“Ho bisogno di mostrare al pubblico tutto quello che ho, tutti i miei averi, perchè se gli altri non sanno che li posseggo, è come se non li avessi.”
Frase molto triste che funziona non solo per gli averi, ma anche per le colpe!
“Ho commesso una colpa, ma se gli altri non sanno che l!ho commessa, non c’è bisogno di vergognarsi.”
E allora, Perdiana, se uno i soldi li ha, non deve usarli?! Liberissimo di farlo, ma mio nonno diceva che “il vero ricco è colui che le ricchezze non le mostra, ma le utilizza a tempo debito”.
Questa sera gli argomenti annoiano la mente del MesserErrante. Tuttavia erano degni di nota e di menzione.
Buona serata, da un MesserErrante in cerca di argomenti più interessanti!

Piccoli progetti, tanta curiosità!

Da buon cultore delle civiltà classiche, mi sono sempre interessato ai siti archeologici presenti nei dintorni del bacino del Mediterraneo.
L’estate scorsa rimasi colpito dagli Altari in onore agli dei. Non so precisamente spiegarvene il motivo. Sarà stato il termine latino “Ara” (da me considerato altisonante!) a farmi incuriosire di queste imponenti strutture architettoniche.
Così, in un caldo mese di agosto, parto, convinto ed entusiasta, per visitare la città di Pergamo, in Asia minore, deciso a visitare la tanto citata Ara di Pergamo, immenso altare in onore di Zeus.
Avreste dovuto osservare l’espressione che feci quando la guardia del sito cercò di comunicarmi, con un inglese tutto suo, che l’immensa struttura era stata diligentemente smontata PEZZO PER PEZZO dai Tedeschi e portata a Berlino, per poi essere ricostruita là.
Dunque, avendo ancora “la bocca amara” per questo fatto, il MesserErrante non vede l’ora di partire per Berlino, diretto al PergamMuseum dove, se Zeus vuole, potrà ammirare la magnificenza di codesta benedetta struttura, tanto tanto attesa.
E, come se non bastasse, sempre al PergamonMuseum ha dimora un’altra famosissima costruzione: la Porta di Ishtar, parti decorate in blu del tempio babilonese dedicato alla tanto nominata dea!
Insomma….. Due piccioni con una fava, per un “prode” avventuriero!
Buona serata, il vostro,
MesserErrante.

Pioggia triste, ma di conforto! (Grazie, caro Edgar!)

La mente del pazzo MesserErrante stamattina sembrava un poco arrugginita….. La pioggia della sua città lo rende triste. Triste perchè gli vengono in mente pensieri negativi, e la voglia di agire non si fa sentire! Tuttavia la sua giornata è proseguita normalmente, tra lo studio di una lingua “morta” ed un’altra. Si sente fuori da questo mondo. Incompreso, intrappolato e talvolta anche inadeguato. Caratteristica dei pazzi, si potrebbe dire. Ed è proprio tra questi pensieri che spunta, dalle pagine di un libro (che dico?! Dalle pagine di un’opera d’arte!) una frase del tanto curioso Sir. Edgar Allan Poe.

« Gli uomini mi hanno chiamato pazzo; ma nessuno ancora ha potuto stabilire se la pazzia è o non è una suprema forma d’intelligenza. »
(da “Eleonora” – “Racconti del Terrore”)

E così il Messere, seppur a fine giornata, arriva a conclusioni ottimistiche della propria esistenza. Non bisogna aver paura di uscire dagli schemi, nè tantomeno del giudizio di altre persone che, non avendo nulla di intelligente (o pazzo, si potrebbe dire a questo punto!) da fare, cercano la pagliuzza nell’occhio altrui.
Buona serata, da un MesserErrande rincuorato.

Oscar Wild sempre insegna!

“Il pessimismo sta alla base dell’ottimismo.” Diceva così uno dei più grandi scrittori della letteratura inglese, il tanto rinomato Sir. Oscar Wild. Ma ciò vuol dire che per sentirci bene bisogna per forza essere depressi?
Nah, il mondo ha già troppa tristezza intorno a sè. Basta semplicemente essere realisti, senza escludere la possibilità di sognare un po’ e cavalcare, moderatamente, le ali della fantasia!
Buona serata, il vostro,
MesserErrante.